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Ravenna city centre

Siamo a febbraio 2021, ad un anno di convivenza con il Covid e ci prestiamo ad affrontare la terza ondata tra regioni d’Italia che cambiano colore da una settimana all’altra (giallo, arancione e rosso). Viaggiare in queste condizioni richiede pazienza e un po’ più di organizzazione. Io e Fernanda abbiamo deciso, nonostante l’epoca Covid, di trascorrere un weekend a Ravenna. Questa città da sola conta 8 siti patrimonio dell’Unesco, un gioiellino a ridosso dei lidi della riviera romagnola.

La voglia di viaggiare e di muoversi non svanisce mai , anzi si rafforza maggiormente e, pur se attualmente l’Emilia Romagna è in zona gialla (livello di rischio più basso) c’è ancora il divieto, cautelativo, di spostarsi tra le diverse regioni.

Preparare il viaggio in epoca Covid

Ho consultato le informazioni sul sito del turismo. Il sito è ricco di informazioni e fornisce anche un numero whattsapp a cui ho chiesto informazioni sui luoghi aperti. Spesso le informazioni relative ai diversi monumenti che si trovano su google non sono aggiornate. Il personale dell’ufficio è stato gentilissimo e mi ha richiamata subito dicendomi quali erano i siti aperti nel weekend (nessuno ragazzi, nessuno!). In epoca Covid a Ravenna 5 degli 8 siti patrimonio dell’Unesco 5 erano chiusi e 3 aperti solo dal lunedì al venerdì…… Anche il museo d’arte della città di Ravenna (MAR) è chiuso il fine settimana.

Però non ci siamo scoraggiate per nulla, il primo weekend fuoriporta in una splendida città come Ravenna dopo settimane (anzi mesi chiusi in casa!!) è sempre una cosa bella. Inoltre il personale dell’ufficio informazioni ci ha consigliato di prenotare alcune delle visite guidate organizzate in quei giorni e ce en sono alcune molto interessanti.

Nel 2021 ricorre un anniversario importante: 700 anni dalla morte di Dante, avvenuta a Ravenna. La città conserva gelosamente e con orgoglio le sue spoglie. Abbiamo dunque prenotato una visita guidata alla scoperta dei luoghi di Ravenna legati alla memoria del Sommo Poeta.

Cosa fare nonostante il Covid

Ravenna è una città da visitare almeno una volta. Nella sua storia, è stata capitale tre volte: dell’Impero romano d’Occidente (402-476), del Regno ostrogoto (493-540) e dell’Esarcato bizantino (584-751). L’illustre passato ha permesso di inserire il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna nella lista dei siti italiani patrimonio dell’umanità dall’UNESCO (“Monumenti paleocristiani di Ravenna“).

La città è famosa anche per i mosaici e il tour guidato a cui abbiamo partecipato includeva la visita presso un laboratorio di mosaici.

Ci hanno illustrato il “metodo ravennate” che ha il suo punto di forza nella rigorosa conservazione delle antiche metodologie produttive (essenzialmente taglio manuale delle tessere e metodo diretto di esecuzione).

Laboratorio di mosaici

Il metodo ravennate comporta una realizzazione più lenta (e perciò più costosa) ma consente di garantire risultati estetici e formali di grande valore.

Suggerimenti e consigli per un weekend a Ravenna in epoca Covid

Passeggiate e perdetevi tra i vicoli del centro; entrate nella Basilica di San Francesco ammirando i mosaici della cripta sommersi dall’acqua in cui nuotano anche diversi pesciolini!

Il pavimento originale è ribassato di 3 metri e mezzo rispetto al pavimento più recente a causa del fenomeno della subsidenza. Pensate che a Ravenna la subsidenza comporta un abbassamento del livello di circa 2-3 mm/anno.

Qui nel 1321 si svolsero i funerali di Dante Alighieri che venne sepolto accanto alla chiesa oggi Tomba di Dante di Ravenna.

Per una sosta, aperitivo o pausa pranzo, vi consiglio il Mercato Coperto, qui potete passeggiare tra le diverse botteghe e comprare prodotti tipici romagnoli.

Avendo degli amici di Ravenna ho chiesto loro di suggerire dei luoghi in cui mangiare.

Ci hanno consigliato:

  • la cucina del condominio per un’atmosfera accogliente dalla cucina casalinga e gustosa,
  • il ristorante Corte Cabiria, per un pranzo raffinato e di qualità (faccio presente che c’è anche il Cabiria Wine Bar ottimo per bere qualcosina o un pranzo veloce),
  • il Cà de Ven, dal fascino ottocentesco, in cui trovare, a detta dei miei amici di Ravenna,  la migliore piadina di Ravenna!

Purtroppo per noi in epoca covid i ristoranti sono aperti solo a pranzo e soprattutto nel weekend è necessario prenotare.

Noi infatti non abbiamo trovato posto in nessuno dei siti…..ci rifaremo alla prossima visita, magari quando il Covid sarà solo un ricordo. Vi suggerisco di non fare come noi e giocare d’anticipo chiamando qualche giorno prima!

Oltre a passeggiare tra le vie del centro consiglio di percorrere la darsena. A partire dal 2016 un bel progetto di riqualificazione, “Ravenna in Darsena il mare in piazza”, ha permesso di avviare un processo di riqualificazione urbana e di messa in sicurezza delle periferie delle città metropolitana.

Percorrete la darsena (ci sono anche postazioni per parcheggiare la vostra bici!) e se volete rifocillarvi fermatevi al Darsenale. Si tratta di un brewpub in cui gustare la Bizantina, una birra artigianale prodotta direttamente lì.

Il meteo a febbraio è alquanto mutevole, sabato ci siamo svegliate con una Ravenna imbiancata.

Ciò ha reso ancor più suggestivo la passeggiata in centro. Il giorno seguente invece un sole splendido, precursore di una primavera che aspettiamo con ansia, ci ha accolto e quindi era d’obbligo una corsetta fino al mare!

Ravenna dista meno di 10 km dal mare ed il tragitto è completamente in pianura. Abbiamo dunque percorso una pista ciclabile dal centro di Ravenna fino a Punta Marina; il paesaggio che ti si presenta una volta arrivati alla spiaggia non è dei migliori. La spiaggia non è per nulla attraente, forse in estate la situazione migliora con i diversi lidi e ristorantini sul lungomare.

La corsa però è piacevole e si incontrano durante il cammino molte persone facendo sport!

Spendo poche altre parole sulla struttura in cui abbiamo alloggiato io e Fernanda in questo weekend di febbraio. Il Martins residence de Luxe si trova in centro a Ravenna ed offre degli alloggi spaziosi in un palazzo d’epoca. A causa del Covid la colazione è servita in camera e la signora che ci ha accolte è stata gentilissima, al mattino la colazione era qualcosa di fantastico! Un inizio di giornata superlativo!

Conclusioni

Ravenna in epoca Covid ci ha mostrato solo una piccola parte del suo fascino e con poco ci ha fatto innamorare. Abbiamo intravisto solo una piccolissima parte dei giorielli che custodisce.

Stiamo attraversando un periodo molto particolare e che supera di gran lunga l’immaginazione di chiunque. Occorre fare attenzione e le restrizioni da rispettare sono molte, ciò nonostante consiglio sempre a tutti i backpackers di non lasciarsi scoraggiare e di continuare a sognare. Continuate a pianificare i propri viaggi, brevi o lunghi che siano, perché la parte migliore è sempre quella che precede la partenza, carica di aspettative, cose da fare, vedere.

Ci possono fermare per un po’ ma non significa che smetteremo di viaggiare!

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